Street food..at home

Poche storie…adoro lo street food.

Ma sono brava perché mi limito molto a saltuari weekend e a quando sono in viaggio, perché di base sono cose molto sfiziose e golose che non sono 100% salutari.

Proprio come ieri, ho passato una splendida giornata di reunion con le ex colleghe dell’Università a Modena, città dove il mangiare bene è prerogativa.

Non c’entra con lo street food ma ho pranzato in un posto pittoresco (Bocciofila Modenese) con tavolini di plastica e torte fatte in casa dove preparato tortelli con ripieni misti, per la precisione 15 tortelli, da smezzare, con i ripieni più vari: castagnaccio, ricotta rucola e noci, cipolla rossa e ricotta, carciofi, *cioccolato*, *strudel*, e altri. Ma passando oltre, mi ha attirato l’attenzione un localino, *Viva Nachos* (qui) che dal sito risulta essere una catena per ora attiva in Emilia Romagna che serve porzioni da passeggio – e non – di nachos guarniti. Il menu e l’insegna si presentano con una grafica molto interessante, interni puliti e un menù che ritengo veramente intelligente: nachos di mais guarniti con diverse cose, dal formaggio, al chili, con la classica salsa ai peperoni, fino ai nachos dolci al dulce de leche a quelli vegani con la semplice guacamole. Prossima volta devo provare! O se qualcuno che sta leggendo li ha provati sarei curiosa di sentire un parere!

Ma ora voglio scrivere di due tra i miei preferiti, chiaramente di casa, a Vicenza.

In primis il “Bacaro”, che più correttamente si chiama “La Bottega” da Claudio, ombre e cicheti. In piazza dei Signori, è l’ideale per un aperitivo accompagnato da un assaggio di pesce. Il locale è minuscolo e all’interno si trova subito il bancone, sempre ricco di piattini monoporzione che vanno dalle sarde in saor, al frittino misto, alle cruditè, fino anche alla paella. In alternativa gli spiedini di calamaro sono veramente buoni e anche le polpette di bacalà mantecato. Il locale avrebbe dei posti a sedere, ma sono sempre occupati, infatti ogni volta che ci torno prendo calicetto e piattino e va mangiato sulle scale della piazza.

Un’altro locale che ho invece scoperto recentemente è in via Fogazzaro, quindi leggermente defilato rispetto ai baretti del centro, si chiama Tiffs (di cui questo interessante video) e si possono trovare principalmente piatti Thailandesi e Indiani, in generale orientali. Mi aveva accompagnato lo scorso inverno un mio amico indiano che conosce la proprietaria e da quel momento non avevo più avuto occasione di tornare. Un paio di settimane fa ci sono invece tornata per un pasto veloce – qui abbiamo approfittato del take away – e ho provato la zuppa Birmana, da pace dei sensi! Sono molto pratiche le soluzioni a Box – Thai Box, Indian Box, dove con meno di 10€ ti viene servita una porzione in un pratico Box che ti viene scaldato al momento. Altrimenti i piatti vanno a peso, come in gastronomia.

 Dall’ultima volta mi sono decisa di voler provare a cucinare alcuni di questi piatti…dato che già nel passato mi sono cimentata con la cucina etnica – principalmente giapponese e cinese – next step la Thai. In un paio di settimane voglio far testare ai miei amici alcuni piatti, rimanete sintonizzati per vedere l’esito (se merita!!).

Mariangela

FANCY TOAST AND MORE

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Looking at the pic I took on Sunday my mouth starts watering. Fancy toast is a cool place, cool because is still new, it’s small and well organized, it has honest prices and yummy food. Their website shows the menu, it has interesting options and you can spend some time deciding which one you want to taste first, but don’t dismiss the juices. Nowadays many brands are bio and use high percentage of nectar etc, but most of the times are always the same, no interesting twist: this time I tried apple, peach and raspberry, you will not be disappointed.

I hope to have the opportunity to try other cafè and bars in the next weekends, if you have ideas tell me! Probably on Sunday I’ll roam around Milan to enjoy Piano City and Cortili aperti ( here more info you don’t want to pay the guided visit), anyway I’ll keep you updated.

Domenica ho deciso di fare una deviazione dal tragitto lavoro-casa e, oltre a fare foto su foto all’evento di Hermes, sono andata a fare una sorta di pre-cena da Fancy Toast. Mi ero studiata per settimane il loro menù online e sapevo che avrei preso qualcosa con l’avocado – solo io non riesco mai a capire quando è maturo al supermercato?- e mi è piaciuto tantissimo, oltre ad essere parecchio sazia grazie alla spessa fetta di pane. Di solito bevo acqua naturale e raramente prendo da bere nei locali, se siete come me questa volta vi consiglio di fare un’eccezione perchè la scelta di succhi è ottima, io ho preso mela, pesca e lampone.

Nel prossimo fine settimana vorrei trovare il tempo di girare per i cortili aperti di Milano e apprezzare la musica grazie a Piano City, spero di riuscire ad incastrare anche una pausa sfiziosa in qualche locale, avete suggerimenti?

HERMÉS – DIETRO LE QUINTE

Today I worked in Milan, I took the opportunity of being already in the city center to see this… Event? Meeting? Exhibition? I don’t know how to properly call it, but I can assure you that is totally worth to visit.

Hermès has created in this public space, with free entry, a group of stands and each of them has an artisan showing his skills in sewing, painting, etc. It’s a real behind the scenes, with the possibility to ask anything – from how long it takes to do this and that, which skills are taken in high consideration, how is the working environment, which stages have to be followed to complete a carrè, really anything. Take this opportunity to have a glimpse in the fashion world which often hide all the hard work to emphasize only the glamorous part of it.

For more info head to La Pelota.

In questi giorni a Milano Hermès ha creato un evento in cui è possibile vedere gli artigiani del marchio al lavoro mentre prendono forma i carrè, le borse e gli orologi per cui il marchio è famoso.

È emozionante vedere la cura che c’è nei dettagli, quanta pazienza e quanto tempo richiedono determinate lavorazioni. La parte più interessante è il poter chiedere direttamente agli artigiani spiegazioni sulle lavorazioni, esempi, ore di lavoro, ambiente lavorativo… Un vero e proprio sguardo a come funzionano i veri meccanismi della moda, a come, nonostante il progredire tecnologico, ci sia ancora richiesta di autenticità e di riconoscimento del valore del talento di un artigiano. Un’etica lavorativa che per fortuna non è ancora scomparsa del tutto.

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SUPPORT

In these days more than usual I need support. I’m going through many changes and I try my best to take good decisions, even if I will see the results only in months if not years.

It was with great pleasure that I spotted this pictures in instagram

Lorenzo Quinn is an artist: he works mainly as a sculptur, but I had a look at his jewelry pieces and oh man if they are good. I really appreciate that he can convey a powerful message with simple subjects – like hands.

I can’t wait to see this last masterpiece in Venice, hands supporting the beautiful venetian buildings which risk grave damage from water, time etc. It’s few years that Mary and I – and other friends, but the two of us are the fulcrum of the group – go to Biennale in Venice to have a day full of new ideas and projects to see. I don’t have a preference between art or architecture, I enjoy seeing innovation in any field and already the fact of being in Venice brings me joy.

La Biennale di Venezia è iniziata oggi. Non mi sono ancora informata sugli artisti presenti e che padiglioni non posso perdere, ma di sicuro farò un detour per vedere Support, opera di Lorenzo Quinn, uno scultore italiano famoso per riuscire a trasmettere emozioni solo con la rappresentazione di mani e gesti.

Sono rimasta colpita dall’effetto visivo dato dalle mani che sostengono un edificio veneziano; questo per ricordarci che non solo gli esseri viventi, ma in generale la società e l’ambiente in cui viviamo, debbano essere curati dall’uomo se vogliamo continuare a coesistere.

 

Around the World in 80 days

Un titolo che sa di sogno…un giorno ce la faro! O almeno sommando tutti i viaggi che vorrei fare il giro del mondo conto di conquistarlo!

Nel frattempo, è da molto che desidero una di quelle cartine da appendere e segnare con delle bandierine i luoghi visitati, come una conquista che devi segnare dopo ogni viaggio.

Il ponte del 25 Aprile l’ho passato nelle Marche, tra le stupende colline di Recanati e dintorni e il Conero. Non sarà stato un viaggio dall’altra parte del mondo, ma dovendo optare per una soluzione low cost la bella Italia offre sempre delle stupende soluzioni.

Di ritorno mi è tornato il pallino di cercare una cartina su cui segnare le città visitate, per prima cosa mi sono messa a cercare delle App che facessero al mio caso. Ho scaricato Mark O’ Travel che funziona molto bene, ti consente di segnare la posizione come su Google Maps, peccato che la versione free ti lasci contrassegnare solo 50 posizioni.

Ho pensato che un prossimo acquisto per il futuro dovrà quindi essere una cartina formato XXL con le puntine per segnare i luoghi visitati (le fanno quasi sempre in sughero, anche questa senza confini è molto bella), su cui aggiungere anche qualche foto o cartolina. In alternativa ho scovato anche questo poster in cui invece di segnare il posto visitato con una puntina lo devi grattare con una moneta!

Anche se mi sa che tra tutte preferisco il mappamondo stile un po’ vintage a cui applicare le puntine.

Nel frattempo…mi arrangio con un planisfero che ho trovato in soffitta e dei post it, i confini tra gli stati non sono molto attuali ma è il risultato quello che conta!

Per il prossimo viaggio dovrò essermi attrezzata 🙂
Qualcuno ha altre idee originali per segnare i posti visitati?

THE HANDMAID’S TALE

Ormai non so più quanti post ho scritto su serie tv che mi piacciono o che vorrei vedere. The Handmaid’s Tale rientra in quelle che sto vedendo attualmente: sabato ho lavorato, ieri sono stata al parco e in giro con amiche e oggi, visto che sapevo che pioveva, ho iniziato a vedere Outlander, ma dopo due episodi avevo freddo tra la pioggia di oggi e i paesaggi scozzesi del telefilm. Troppa immedesimazione.

Sono quindi passata a vedere The Handmaid’s Tale, per ora ci sono solo tre episodi. Elisabeth Moss è un’attrice che ha catturato il mio interesse con Mad Men ( e avete presente chi è in Ragazze, interrotte?), l’ho seguita in Top of the Lake e sono contenta di ritrovarla protagonista in questa serie. Sono anche grande fan di Alexis Bledel e finora ha avuto un ruolo abbastanza importante.

Per avere info sulla trama vi rimando a wiki, ma ci tengo a dire che la regia e la fotografia sono eccellenti. Oltre ovviamente all’interpretazione di Elisabeth e all’idea di far sentire i suoi pensieri, in questo modo riescono a far coesistere chi è veramente e come si è dovuta adattare in questo futuro distopico. Vengono trattati molti temi importanti, quello che trovo inquietante è come sia facile per chi ha potere e armi fare quello che vuole.

I can totally recommend this TV series, The Handmaid’s Tale. Till now there are only 3 episodes and they’re totally worthed to be watched: I consider Elisabeth Moss a great actress and she portrays perfectly a strong and independent woman who had to adapt to such a different society, without losing her witty personality – even if we only know this by hearing her inner life every now and then.

I warn you. It will make you feel angry.